Ancora una veloce escursione in Cappadocia o meglio, ad Ürgüp, il paese che è la base operativa della nostra missione ma solo per raccontare in poche immagini il destino delle antiche case di questa regione. Case che non appartengono alla tradizione ottomana bensì a quella delle comunità greche che storicamente in questa regione hanno sempre costituito un’importante enclave. Nel 1922 gli esiti del conflitto turco-greco costringono la popolazione greca ad abbandonare la terra di origine, così come le comunità turco-musulmane furono oggetto di pulizia etnica nei Balcani e in Grecia tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento. Le case furono occupate quindi da comunità turche ma in anni recenti la politica populista dell’attuale governo ha spinto la popolazione ad abbandonare queste belle abitazioni per nuovi e anonimi condomini. A Nevşehir questa sciagurata politica ha letteralmente spianato l’intero centro storico una volta stretto intorno al castello, rimasto unico testimone del passato.
Oggi la maggior parte delle case antiche della Cappadocia sono in abbandono oppure sono state trasformate in ricercate dimore  o strutture alberghiere anche di un certo gusto, spesso con operazioni di recupero piuttosto disinvolte e al limite della sicurezza. Come a Göreme dove molte case scavate nei “coni” vengono allargate per ricavare altri vani ma, temo, al limite della stabilità della roccia. Le foto di questo articolo mostrano le condizioni in cui versano le case non ancora recuperate, ultimi lacerti di una storia e di una cultura ormai perduti per sempre.