A brief photographic account of my flight in a hot air ballon in the Cappadocia skies  which took place on September, 11th, 2015. Softly floating in the air thanks to such a primitive means of flight,  has been an unforgettable, breathtaking experience everyone should have at least once in her/his life. The flight has been perfomed with a balloon owned by the well managed Maccan Balloons company in Göreme. My acknowledgments to the skillful pilot, Mr. Alì Polat and the experienced Chief Pilot Mr. João Rodriguez. The photographs here shown were taken before and during the flight and on several other occasions from the ground – at pretty EARLY hours!

Trovarsi in Cappadocia, anche solo per lavoro e non provare l’emozione di un volo in un hot air ballon, meglio noto come mongolfiera, significa perdere un’occasione unica e irripetibile considerate la spettacolarità del paesaggio e le ottimali condizioni atmosferiche. Perciò appena planato in Cappadocia ho prenotato con la velocità del fulmine il mio volo. Rischiavo, però, di finire insieme a molti altri turisti (quelli “intruppati” in insopportabili viaggi organizzati) ma il nostro bravo Sinan, una guida di nostra conoscenza, è riuscito a procurarmi un volo VIP: solo quattro passeggeri più il pilota! E con l’ottima compagnia Maccan Balloons di Göreme.

Così quattro giorni dopo, alle 4, 30 del mattino, ero perfettamente operativo e pronto per l’impresa! Sì, perché  ti vengono a prelevare a quell’ora insana e con una corsa nella notte cappadoce, ti catapultano prima davanti ad un ricco breakfast e poi nella dimensione surreale di quello che sembra un girone dantesco. Gli occhi frugano con fatica nella notte morente mentre i contorni delle vallate  svaniscono nella luce incerta che precede l’alba; strani mostri oscuri, flosci e quasi gelatinosi, popolano la penombra riempita dal ronzio dei ventilatori che spingono aria nei mostri accasciati a terra; qua e là fiammate gialle e rosse rischiarano d’improvviso le tenebre rivelando la forma colorata di quelle che sembrano  gigantesche lanterne cinesi. Nella luce azzurrognola e rosa, intorno alle decine di palloni, ora appena sfiorati dalle prime luci dell’alba, un nugolo di uomini si affannano intorno a quegli strani mostri tondeggianti.

Il decollo quasi si perde perché il distacco dalla madre terra è impercettibile, soave: d’un tratto ti accorgi di essere in aria, il suolo si allontana dolcemente, la cresta della collina lentamente si abbassa come il telo di un palcoscenico per rivelare la valletta accanto mentre, sospeso nel vuoto, scopri che anch’essa è affollata da decine di altri balloons pronti al decollo o già in aria. Alle volte, nella concitazione del decollo – quasi una gara a chi parte prima – si toccano l’un l’altro: è il balloon’ s kiss, come lo chiamano qui.  Mentre guardiamo sotto e intorno a noi stupiti ed estasiati, realizziamo che siamo appesi a questo enorme pallone, affidati alla perizia del pilota e alla fiamma del bruciatore. Ma nessuna ansia o apprensione: il  volo è dolce e senza scossoni, direi di una serenità…celeste. L’atterraggio, tanto morbido che sembrava ci avessero adagiati su un guanciale di piume, è stato di una precisione tale che il pilota ci ha depositati direttamente sul trailer per il trasporto della mongolfiera. Poi, brindisi finale…e se dovesse capitare, lassù in mongolfiera, ci tornerò! Con assoluta certezza.

Tutte le altre emozioni le affido alle immagini che seguono.

The flight started at around 6:00 a.m. and lasted one hour and a quarter. We reached a height of 1,567 meters above s/l, actually around 500 meters above the Cappadocia’s average ground level. The flight covered a distance of about 3 km/1.5 miles in calm air.