Avrebbe dovuto essere una delle nostre solite uscite domenicali per fare qualche foto abbinata ad una “riunione” intorno ad una tavola imbandita. Invece senza che ce ne rendessimo conto siamo stati sopraffatti da una quantità infinita di corpi celesti sospesi sulle nostre teste.
Prima una, poi due, poi diverse, infine il cielo si è riempito di forme aliene, quasi mostruose, perfettamente levigate e arrotondate. Persino stratificate, a più piani. Sono aumentate a dismisura nel corso della giornata. Ne avevamo avvistate alcune prima di pranzo (sudatissimo, perché abbiamo lasciato la macchina lontana dal borgo di Rocca e ce la siamo scarpinata a stomaco vuoto!). Poi, dopo il ben meritato e gustoso desinare, ci siamo lentamente avviati a goderci una bella giornata e la magnifica vista che si gode dalla Rocca. Ma una volta raggiunta la sommità del colle su cui sorge Rocca Calascio, ci siamo resi conto che quelle lisce presenze nel cielo, candide e grigie, erano diventate decine: un’autentica armata di forme bizzarre, di mostri torreggianti, di astronavi gigantesche  sbucate da chissà dove, venute da mondi lontani come ad osservare noi umani indaffarati e appesantiti dai lauti pasti, impegnatissmi a dare l’assalto alla rocca.
Siamo rimasti a bocca aperta a guardare quelle forme strane, quasi animali preistorici che sembravano adagiarsi sui muri, sulle torri, le case e gli orizzonti come se volessero osservarle da vicino.

Insomma nuvole, nuvole lenticolari, trasportate da un vento velocissimo e freddo che le modellava, le accarezzava e le…ma le palpava pure?
Non abbiamo tardato a mettere mano alle macchine fotografiche e ognuno, naso all’insù, è andato per la sua strada a rincorrere quelle forme inusuali che mi hanno fatto pensare a qualcosa di extraterrestre, a un’invasione di ultracorpi per fortuna innocui e fantastici.